| Copyright of Diego Mecca |
La perfezione è orribile, dicevi tu. Non so che farmene.
Di tanto in tanto consapevole di questo facevo attenzione a non macchiare le scarpe di camoscio né di stortare il pennino della Parker (stilo a stantuffo, inchiostro viola) per eccesso di passione nello scrivere di quella storta materia che è sempre stata per me l'amore.
Di tanto in tanto le scarpe si sporcano però. E a furia di stortarmi dentro la carne dell'amore, pure il pennino della Parker ha fatto seguito alla fine cui - naturalmente - siamo condotti nel commercio con il corpo.
Poi sono accadute delle cose.
Le cose hanno questa invariabile tendenza ad accadere. Succede proprio, non ci si può far molto.
Così a Parigi, la sabbia dei giardini di Colette ha ricoperto le mie scarpe che - da scuromarrone - si sono fatte grigiosabbia.
Così, alla luce del sole, ho visto come il tuo sedere - tondo e morbido nel suo riposo - non sia perfetto come avevo creduto.
Di spazzolare le scarpe non ho alcuna intenzione. Ci resti quanto vuole quella sabbia, a ricordare un ricordo di sole nel tepore del giardino.
Per quanto riguarda, invece, il tuo sedere, mi piace ancor di più, adesso. E non credevo fosse possibile, te lo assicuro.
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