venerdì 19 agosto 2011

un apolide metafisico (il mondo è ingiusto reloaded)

Non c’è come tuffarsi nelle periferie urbane per capire quanto ogni teoria sulla pace e sul pacifismo siano carenti dell’aspetto più importante: il lato pratico delle cose. Un gentiluomo di campagna quale il sottoscritto decide di comprarsi un paio di indispensabili guanti per il giardinaggio estremo. Indispensabili sì, ed estremo il giardinaggio considerato che l’erba che mi invade le fasce non soltanto ha raggiunto altezze tropicali, ma si è pure fatta aggressiva e di notte cerca di entrare in casa. Per non parlare della buganville, pianta quanto mai infida e vile, che protrae i suoi rami uncinati non appena provo a salire (o discendere) le scale.
Per non parlare di tutto il resto.
Ecco dunque che il gentiluomo di campagna in questione si appresta a salire sul suo automobile (al maschile, com’era d’uso agli inizi del ‘900, quando con gli amici futuristi si scorrazzava per le strade di Uscio a rapire fanciulle in crisi glicemica in cura presso la Colonia Arnaldi). E si dirige verso la ridente cittadina di Rapallo che, oltre ad essere la città che ospita una fanciulla degna di attenzione come Vera Di Sciorno, è anche sede di numerosi negozi dall’apparenza popolare che tanto scarseggiano a Santa Margherita, città di puzzesottoilnaso in cui se ti serve una borsa di Pinko la trovi fino alla nausea, ma provati a cercare un barattolo di vernice, e poi vedi.
Ecco. Il gentiluomo di campagna si addentra nel centro di Rapallo. Svolta al semaforo rispettando le precedenze e si avvia fiducioso verso l’ignota e perigliosa periferia, allietato dalla colonna sonora dell’ultimo album di Bryan Ferry, che va bene andare in periferia, ma bisogna farlo con stile.
Il posteggio è l’ultimo dei problemi. Il difficile è evitare per vari soffi la mandria di popolani che sembra sospinta da una forza divina nel centro esatto della carreggiata. Pare lo facciano per diporto di abbandonare i marciapiedi senza dare alcun preavviso. E vedeste che facce, miei cari lettori. Ora io non dico che pretendo solo gente bella e pulita in strada, ma un minimo di decoro, soprattutto nei più giovini, non ci starebbe male. E invece creste, tute ginniche a vita bassissima, giubotti fatti in serie; una mandria di capre insomma. E sarò pure un gentiluomo di campagna, ma le capre preferisco trovarmele a San Lorenzo che in centro a Rapallo…
Insomma, ci ho messo due ore e mezza a trovare parcheggio, un’altra mezzora per trovare il negozio, un altro quarto d’ora per farmi servire e sentirmi dire che quei guanti da giardinaggio lì, loro, un negozio di giardinaggio, non li tengono.

Per concludere in bellezza la giornata, vado a Santa a trovare i miei. I quali, comprendo ora l’ingiustizia del mondo, non vivono sopra la sede italiana di Playboy, ma sopra il Centro Sociale Anziani con allegato Circolo del Pizzo al Tombolo con allegata Bocciofila Sammargheritese.
E poi ditemi che non devo rinchiudermi in quella fottutissima Turris Eburnea!

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